Parole Fertili: dona una storia

donaVi segnalo un’iniziativa simile a quella di questo blog: è online  Parole Fertili, il sito che raccoglie storie di viaggiatori che cercano o hanno cercato un bimbo. Qualcuno ha raggiunto la sua meta, qualcuno ha scelto di cambiare strada: il bello di questo progetto è che vuole mostrare che ci sono tanti modi di essere fertili, anche quando le cose non vanno come ci eravamo aspettati.

Cristina Cenci, del Center for Digital Health Humanities che ha ideato il progetto, lo racconta così sul suo blog su Nòva:

ParoleFertili nasce per favorire la riappropriazione della propria storia di vita ferita dalla minaccia di sterilità. Chi è riuscito ad avere un figlio, spesso ha bisogno di raccontare per elaborare il percorso e farlo suo. Per chi sta cercando di avere un figlio, il racconto biografico può diventare un momento di riflessione, sfogo e di conforto. Chi non è riuscito ad avere un figlio e ha trovato o sta cercando nuovi equilibri può trovare nel racconto un’occasione “perché la fertilità della mente, del cuore e dello spirito vinca sull’infertilità del corpo”, come scrive Carmen nel suo blog la vita fertile. Carmen è stata tra le prime a pubblicare la sua storia su ParoleFertili, cogliendone in pieno lo scopo e il valore.

L’invito che vi faccio è quello di leggere, di emozionarvi, di farvi venire la voglia di contribuire con un piccolo dono, con la vostra storia o adottando la storia di un altro:

La metafora di ParoleFertili è il dono: della propria storia di vita, delle proprie emozioni, di come ci si può sentire sempre e comunque fertili. L’invito ad adottare queste storie è un invito a rispecchiarsi e a ritrovarsi nel racconto degli altri. ParoleFertili è una delle modalità con cui le storie possono prendersi cura: offrendo significati, ispirazione, coraggio, forza, parole per dire la paura e lo sconforto.

C’è anche un altro valido motivo.

IBSA, che ha dato il suo supporto non condizionato al progetto, farà un “contro-dono”: tutte le storie pubblicate contribuiranno alla donazione di fondi destinati alla salute delle donne in gravidanza e dei loro bambini in un centro di accoglienza per immigrati.

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A Napoli incontro sul percorso di PMA

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Vi segnaliamo un incontro organizzato da Strada per un sogno Onlus, dal titolo Alcuni aspetti controversi del percorso PMA.

Si parlerà, tra le altre cose, anche del rapporto medico-paziente e degli aspetti psicologici del percorso, due temi che sono emersi come fondamentali anche dalla ricerca svolta su questo blog.

L’incontro si tiene a Napoli, il 23/01/2016, dalle ore 17:00 alle ore 19:30 presso il Gran hotel Europa.

Per maggiori informazioni 

Raccontare la PMA: i risultati del project-work

Fecondazione assistita emozioni

Come sapete, questo blog nasce da un progetto di studio in medicina narrativa. Ho raccolto queste storie, le ho lette e dopo essermi emozionata le ho anche analizzate: sono emerse tante informazioni utili sia su quello che vi è raccontato sia sulle parole usate per dirlo.

Se vi interessa saperne di più vi invito a leggere tutti i risultati della mia ricerca qui

Ringrazio tutte le donne che hanno voluto condividere la loro storia, le loro emozioni, paure e desideri e auguro a tutte di raggiungere quella malefica cicogna.

Ringrazio anche tutte le realtà, forum pagine facebook e gruppi, che mi hanno aiutato a promuovere l’iniziativa. Tra questi

Progetto Iside
Obiettivo Infertilità
Cercounbimbo
Mammole
PianetaMamme
PeriodoFertile
NostroFiglio.it
Fecondazione Assistita ed Eterologa (gruppo FB)
Fecondazione Assistita -modifichiamo la legge 40 (gruppo FB)
Procreazione assistita e infertilità (gruppo FB)
Ovaio Policistico PCOS “Non sei sola” (gruppo FB)

Il mio lavoro per il master finisce qui, ma sto cercando il modo per ampliare la ricerca… 
Nel frattempo questo spazio è disponibile ad accogliere altre storie: se volete inviare la vostra testimonianza, ma non avete fatto in tempo, o non era ancora il momento giusto, potete continuare a farlo, inviandomi una mail

Francesca

Non ricordo di essere mai cresciuta da sola…

431142572_b080ccf065_bNon ricordo di essere mai cresciuta da sola, mia sorella ha 13 mesi meno di me. Siamo cresciute insieme, ogni ricordo di me piccola è legato a lei. 14 anni dopo è arrivato un altro regalo, il terzo figlio che mio padre ha sempre desiderato. Nella mia testa non è mai esistita la famiglia con il figlio unico. Due almeno, o anche tre. Perfetto.
La mia storia inizia nell’ottobre 2008. Inizia con tanta ingenuità, perchè a 23 anni appena compiuti, mentre ancora si studia, senza ancora un lavoro, il desiderio di un figlio non può che essere questo.

E ogni mese vedevo rosso, ed ero quasi contenta. A volte, ingenua, calcolavo quando, se quel mese fossi rimasta incinta, sarebbe nato il mio bimbo…si, ero ingenua. Non mi rendevo conto che dopo tanti mesi non è normale non rimanere incinta, eppure ero felice, spensierata, quel rosso ogni mese non mi creava tanti problemi e mi facevo ben poche domande.

Ma… come sempre per ogni storia c’è un ma. Passa un anno, arriva un lavoro, la laurea, ma la mia pancia rimane sempre vuota. Inizio a calcolare i giorni fertili sul calendario.. a segnarli con un cerchio rosso…ma è sempre rosso quello che vedo ogni mese. Non dico niente a nessuno, solo mio marito (all’epoca ancora fidanzato, lo sa!)
E dopo tanti tentennamenti, decido che forse un giro da una ginecologo ce lo devo fare, è passato quasi un anno e non è successo nulla.

Quindi mi armo di coraggio e pazienza, prenoto la visita dalla ginecologa del consultorio che mi rifila una bella serie di esami e soprattutto.. un tampone. Ed eccolo li… ureaplasma…sembra la spiegazione di tutto. Una stupida infezione asintomatica, basta farla guarire e magari rimango incinta. Facile no??

Ovviamente NO.

Torno dalla ginecologa del consultorio con calma, e con in mano il mio bel tampone negativo e i miei esami del sangue tutti nella norma, convinta che non ci sia nulla che non vada. E sentiamo per la prima volta la parola SPERMIOGRAMMA…se io apparentemente sono ok,vediamo lui…

Si, sicuramente è “colpa” sua, continuavo a ripetermi. Quella vocina stupida dentro di me non mi ha lasciato per un bel po’… e liti, e urla, e strilli, e pianti… tanta delusione e frustrazione, e continuavo a leggere che le forme normali dello spermiogramma erano “solo” il 35%… come mi sembrava piccolo quel numero, come non sapevo che invece era ottimo, che sarebbe solo stato il primo di una lunga serie di esami che non avrebbero portato da nessuna parte.
Ecografie, isterosalpingografia, altri spermiogrammi, listoni di esami del sangue, mutazioni genetiche, fattori di coagulazione, rnm al cervello per un’iperprolattinemia di origine sconosciuta, ovaio multi follicolare da sempre…ma nulla di determinante.

Nel frattempo mi sposo. In viaggio di nozze porto il termometro per la misurazione della temperatura basale e il foglio dove scrivere la temperatura. Rompo il termometro e giro tutti supermercati e farmacie delle isolette greche senza trovare ciò che cerco

Gli esami non hanno mai portato da nessuna parte, così come i mille tentativi. “Signora tanto lei è giovane, bisogna fare tutto per gradi”

Ecco..appunto…per gradi, dal primo appuntamento al primo tentativo di stimolazione con il clomid passano 6mesi..per gli esami, le visite per vedere gli esami, gli esami di approfondimento

E poi eccolo che arriva, il clomifene citrato, il tanto (ormai) noto clomid come la soluzione di tutti i miei mali.

Dopo il primo tentativo faccio un test..il primo della mia vita, ed è POSITIVO. Lo faccio di nascosto, una domenica mattina alle 6, nel bagno nei miei genitori. Ma il lunedì arriva la sorpresa… a metà mattina compaiono le malefiche portando via ogni speranza. “falso positivo” lo chiamerà la ginecologa, prenda il clomid e non si faccia problemi… semplice no? Io ingenua non ci faccio caso e continuo con il secondo ed il terzo tentativo, con risultati deludenti.

Ad ogni incontro la solita solfa “vedrà che la prossima volta andrà bene, ci sono tante pazienti che rimangono incinte anche quando hanno smesso il clomid – nel frattempo prenda appuntamento per rivedere la sua situazione..tra qualche MESE!”

BASTA!!! Prendo il telefono e chiamo un altro centro. Nel frattempo infatti ho scoperto CUB, forum che mi cambierà la vita. Incontro persone meravigliose che presto diventano vere amiche, e scopro di non essere sola, e di non essere pazza a farmi tante domande su cosa mi sta succedendo.

I mesi passano..altro centro, altri esami (ma come, questi non li ha mai fatti???!!) … siamo a settembre 2011: proviamo una IUI. Io non ci credo ma non importa, bisogna fare le cose per gradi perchè così prevede la legge italiana. Ma la mia sanità mentale la legge italiana non la considera??!!

Proviamo la IUI: stimolazione leggera tanto lei è giovane e ha l’ovaio multifollicolare, anzi probabilmente passeremo alla fivet se ci saranno troppi follicoli…RISULTATO: ZERO follicoli ma una ciste.

Va bene signora…passiamo alla fivet, ma prima la ciste deve riassorbirsi!! E si aspetta…Dicembre 2011: stimolazione leggera tanto lei è giovane e ha l’ovaio multifollicolare, se la volta prima non ha prodotto nulla sarà un caso… RISULTATO: IPERSTIMOLO, oltre 40 follicoli maturi, niente pick up per rischio ricovero…

Anno nuovo, vita nuova…2012 ci riproviamo!! Andrà bene no? NO Fine gennaio 2012: posso ripartire, ma sono in piena fase trasloco..ok..aspettiamo.
Febbraio 2012: va bene, ripartiamo. Protocollo studiato apposta per me, sulla base delle ultime ricerche americane…nessuno lo ha mai fatto nel mio centro, ma il gine è fiducioso. A questo punto DEVO esserlo anche io.

Si parte…speriamo di non dover fare il pick a Pasqua o Pasquetta che qui il centro è chiuso e chissà se faranno eccezioni..con mooolta calma arriviamo al pick dopo 19 giorni..per fortuna è il martedì dopo pasqua! Evvai, gli ovetti 8 sono belli belli! Aspettiamo la telefonata della biologa per sapere per il transfer.

Inizia l’attesa e poi arriva la telefonata…volevo dirle che abbiamo CONGELATO tutti gli embrioni che si sono formati perchè lei NON fa il transfer. Ah si?? E perchè??

Progesterone alto… altra scoperta, altro intoppo. Mi studio tutti gli studi americani che trovo su internet, e mi rendo conto che il gine ha ragione, le % di successo si abbassano drasticamente. Devo conservare i miei embrioncini per quando sarò al top. Ma questo vuol dire una sola cosa:

ASPETTARE ANCORA
Maggio 2012: finalmente è ora! Proviamo tutto su ciclo spontaneo, così non c’è interferenza di farmaci… passano i giorni ed i monitoraggi, al 10PM tutto tace, le mie ovaie dormono. Mi sa che abbiamo beccato un ciclo anovulatorio …. ma proviamo una leggera stimolazione…

PROVIAMO, anche perchè non ci sono alternative… eco ogni due giorni e arriviamo al17PM: c’è un follicolo e l’endometrio è cresciuto!! OH MAMMA NON CI CREDO FACCIO IL TRANSFER!!

22pm: trasferisco due embrioncini congelati. Sono belli belli, mentre sono li con le gambe in aria la biologa mi calcola la data parto … dice che sono troppo belli per non attecchire… ILLUSIONI… inizio a sognare.

FINALMENTE sono in cova, incredibilmente è toccato anche a me covare. E’ giugno, fa caldo, faccio pranzi con amiche e prendo il sole, vado in montagna, lavo la macchina..la vita di riposo non fa per me. Ormai sono fatalista, se deve andare va.

E al 10pt il primo stick della mia vita mi restituisce due linee rosa. Al 12pt le beta sono 371: ma chi, a me? Dei GEMELLI?

I miei bimbi sono poi nati il 12 febbraio 2013 con TC a 37+1. 1.990 x44cm (Michele) e 2640 x47cm (Margherita) di gioia.
I primi giorni sono stati in incubatrice, li guardavo dal vetro, li tenevo in braccio un pochino, la bimba provava a ciucciare dal mio seno…ma ho realizzato di essere mamma quando dopo 6gg ho avuto le loro cullette in camera con me e tutte le altre mamme venivano in camera a vederli! Quanto orgoglio e quanta felicità.
Dopo un capoparto arrivato a 50gg dal tc, nononstate un allttamento esclusivo al seno, allattamento durato fino ai 2 anni, ancora non ho smesso di sognare. Ho sperato e sognato con tutta me stessa che il miracolo sarebbe accaduto. Tra pochi giorno compirò i miei primi 30 anni, e so che ho avuto una fortuna grande e che la pma mi ha donato quello che la natura non vuole donarmi. Ma la seppur flebile speranza della BDC non mi abbandona mai e l’invidia per chi rimane incinta “per sbaglio” c’è ancora. La PMA è un’esperienza che ti segna dentro, nel profondo, che ti cambia e che rimane sempre li dentro di te, nascosta da qualche parte per riaffiorare ogni tanto a pungerti un po’.
Nel futuro vorrei tanto trovare la forza e il coraggio per riprendermi miei embrioni congelati. Sono 4, congelati a coppie. Due sono belli e due no. La biologa dice che ancora un fratellino potrebbe arrivare. A parte tutte le difficoltà organizzative e anche qualche preoccupazione economica derivante dall’arrivo di un terzo figlio, ho una paura folle di una delusione. Ma so che prima o poi andrò e capirò se quegli embrioni al freddo potranno diventare un nuovo dono. La folle illusione di una gravidanza spontanea credo rimarrà comunque e sempre dentro di me.

Il bimbo dei sogni

542480008_355cc0a4b0_zQuel giorno che mi sono sposata,l’8 giugno 2002, quando il sacerdote disse la frase rituale – siete pronti ad accettare con amore i figli che Dio vorrà donarvi? – io nella mia mente risposi:” NO! io prima mi voglio godere il matrimonio e divertirmi con mio marito!”

Iniziato il primo anno di rapporti liberi ero veramente felice, non pensavo ad avere figli, anzi a volte dicevo a mio marito: aspettiamo! Passato un anno però inizia dentro di noi il dubbio e se ci fosse qualcosa che non va? Così per stare tranquilli vado alla mia prima visita. Allora nel 2003, il ginecologo mi faceva solo tampone, pap test e visita, senza ecografia, e tutte le volte diceva: “tutto ok state sereni che arriverà”.
Siamo a Giugno 2004, la gravidanza non arriva e cominciano le prime pressioni da parte di parenti e le incomprensioni con mio marito. A quel punto il ginecologo vedendoci arrabbiati perché non era ancora arrivata la gravidanza, ci dà il ben servito dicendoci che non può più seguirci e ci dice di rivolgerci ad un centro di PMA. Lì comincia a cambiare la mia vita, e inizio a pensare che c’è qualcosa in me che non va ma non accetto di andare al centro ma mi sento di tentare “l’ultima carta”, così  ci prenotiamo in ospedale per fare la IUI. Iniziamo così a fare i primi esami e la prima ecografia, dove mi viene riscontrata una specie di massa di 3 cm nell’ovaio sinistro che a parere dei medici era una semplice ciste ovarica. Esco da lì piangendo e pensando di avere qualcosa di brutto, questa ciste non mi convinceva, ma comunque inizio la terapia ormonale e faccio la IUI verso maggio 2006 con esito negativo. Inizia così per me il vero calvario, voglia di buttare tutto per aria e inizio a rimpiangere la frase pensata il giorno del mio matrimonio.

Dopo la delusione iniziale, tra amici e parenti veniamo a sapere di un ginecologo vicino S.: fissiamo un appuntamento e decidiamo di farci dare un’altro parere. Anche lui nell’eco vede questa ciste ed inoltre avevo anche tipo foruncoletti che mi facevano prurito nella vulva che faccio notare al ginecologo, ma lui disse che era una semplice infiammazione, così mi dà una crema ed integratori a me e mio marito, dicendo che entro poco tempo sarei rimasta incinta.
Fino al 2008 facciamo un via vai di monitoraggi, integratori e rapporti mirati, finché mio marito inizia a stufarsi ed anche io sinceramente e decidiamo di parlare chiaro con il dottore. Risultato? Anche lui ci dà il ben servito e ci manda dal suo “capo”, “lui sicuramente vi aiuterà”.

Delusi decidiamo di fare l’ennesimo tentativo da questo famoso primario di M. e dopo avermi fatto isteroscopia vede questa ciste e mi dice che devo essere operata per rimuoverla, perché poteva ingrandirsi, e comunque grazie a Dio era sempre ferma, nonostante le cure che avevo fatto. Finalmente vengo operata ai primi di febbraio 2009 in laparoscopia, mi viene rimossa questa ciste endometriosica e relative aderenze.

16 Marzo 2009 INCINTA. Non riuscivo a crederci. Pianto, un emozione indescrivibile. Vado verso le 6 settimane dal ginecologo per visita di controllo, e vediamo camera gestazionale ed embrioncino, come se giocasse nella mia pancia. Io già lo chiamavo amore di mamma e mi guardavo le prime sue foto dell’ecografia, prossimo controllo verso le 8 settimane. Andiamo per l’ecografia, vediamo il sacco gestazionale e l’embrioncino era inerme, come quando si deposita un grumo di sangue dentro un bicchiere di vetro.
Guardo il medico e gli dico: “cosa è?”
“Mi dispiace signora ma il piccolo non ce l’ha fatta.”
“Mi scusi, ma cosa sta dicendo??”
“Qui non c’è nessun bambino, si è staccato…dobbiamo fare il raschiamento al più presto.”
Esco dalla stanza del medico piangendo come una pazza o gridato verso il cielo ed ho detto: “Dioooo perché mi hai tolto mio figlio??”
Mi viene fatto l’intervento dopo 3 giorni, perché non c’erano posti in ospedale, nel frattempo pregavo che non mi venisse un avvelenamento o altro.

Dopo quel giorno iniziai ad avere sempre crisi di ansia ed attacchi di panico, mi aggrappavo un po’ a tutto alla medicina tradizionale e alla preghiera, passando 2 anni con la paura che mi potesse accadere di nuovo lo stesso dramma. Passati 2 anni, inizio a stare meglio, grazie anche alla Fede e alla Chiesa decido di impegnarmi come volontaria e nel frattempo, visto anche la sofferenza di mio marito, decido di ritentare ad avere un figlio.
Dopo qualche mese di cura ormonale e rapporti mirati il 10 Agosto 2011 il test è positivo!!! Inizio ad essere felice ma sempre preoccupata, avevo cambiato anche ginecologo perché nel raschiamento quello stronzo – scusate l’espressione – mi aveva trattato peggio di un cane. A 6 settimane iniziano piccole perdite marroni, inizio ad avere paura, ma chiedo al ginecologo e mi assicura che sono normali nelle prime fasi della gravidanza, ma più passavano i giorni e più aumentavano diventando come sangue secco e dolore tipo ciclo. Vado così in ospedale dove lavorava il mio ginecologo che mi fa subito l’eco e vede che anche qui non c’è più nulla da fare. Altro raschiamento.
Avevo una coroncina al collo guardai la croce e dissi : quando finirai di mettermi alla prova?

Dopo questo ennesimo intervento inizio ad avere di nuovo attacchi di ansia sempre più forti, ma riesco comunque a gestirli grazie anche alla preghiera e mio marito, che vedevo sempre più triste, quindi nonostante soffrivo di panico decidiamo di approfondire la situazione dove mi viene diagnosticata la trombofilia genetica. Dopo altri 3 ginecologi, rapporti mirati, esami e 4 anni di tentavi falliti non cè stata più gravidanza per me. L’ultima spiaggia: La Fivet. non so ancora decidermi forse per i troppi guai che ho passato in 13 lunghi anni…

Altra cosa… i famosi foruncoletti sono stati diagnosticati come Papilloma Virus che mi è stato curato appena in tempo lo scorso anno e per miracolo ho evitato il tumore al collo dell’utero!

40enne alla riscossa!

6934315185_20bcc67f91_bMolti mi chiedono come mai sono alla ricerca del primo figlio solo adesso che ho 40 anni.
Beh , è semplice, ho avuto la fortuna di incontrare il mio principe “scolorito” solo da un paio di anni.
Io e il mio compagno, anche lui quarantenne, stiamo insieme da dicembre del 2012 e siamo andati a convivere a maggio del 2013.
Una sera d’ estate, sempre dello stesso anno, mentre ci facevamo le coccole, lui mi dice che vorrebbe tanto avere un bimbo tutto nostro, io sono al settimo cielo perché era una cosa che desideravo e desidero tanto anche io.
Così smetto di prendere la pillola, era agosto del 2013, e inizia la nostra ricerca del piccolo miracolo. Per i primi mesi non mi tormentavo più di tanto se il ciclo arrivava, perché pensavo che le mie ovaie dovessero riprendersi dal periodo di pigrizia; dopo 6 mesi però scatta nella mia mente il campanellino d’allarme e prendo appuntamento col primo ginecologo ( ne ho cambiati 3 -.-).Questi come prima cosa mi butta subito giù per via della mia età , comunque mi visita, ecografia interna, tampone, visita al seno ecc..
Tutto ok, mi prescrive solamente degli ovuli per migliorare la flora batterica e integratori di acido folico e inositolo..niente analisi..mi dice di tornare fra 6 mesi se non cambia
Nulla..io basita mi chiedo: come tornare fra 6 mesi, prima mi dice che sono “vecchia” e poi mi dice di aspettare ancora?? 1° eliminato!
A marzo del 2014 contatto un’altra ginecologa, stessa storia, non mi prescrive nulla e non mi fa nemmeno l’ ecografia .. 2°eliminato!
Passano i mesi e il desiderio di diventare mamma cresce sempre di più, così mi spulcio tutti i siti internet e i forum dove si parla di gravidanza e inizio a prendere di tutto e di più, dalle perle di olio di enotera, alle tisane, al succo di pompelmo, al conceive plus, stick di ovulazione, temperatura basale ecc..ecc..Il ciclo puntualmente arriva,inesorabile,ogni 28 giorni e la mia fragilità emotiva aumenta di giorno in giorno.
Finalmente a gennaio 2015 riesco a prendere appuntamento con una nuova ginecologa consigliatami da una mia amica, questa, con molta dolcezza mi visita, guarda tutte le ecografie fatte negli anni passati (cosa che gli altri due non avevano fatto..) e mi consiglia di rivolgermi ad un centro PMA pubblico il prima possibile e mi prescrive gli esami ormonali (finalmente!).
Mi metto subito all’opera e inizio a chiamare il numero verde per prenotare il primo colloquio, ora non so come funzioni nelle altre regioni, ma vi assicuro che qui riuscire a parlare con qualcuno del call center è come vincere un terno a lotto…
Finalmente riesco a prenotare il primo colloquio che, con mio grande stupore per la poca attesa, mi viene dato per fine Febbraio 2015.
Giunge così il giorno 27, io e il mio compagno ci rechiamo al primo appuntamento presso l’ospedale di C. ( stesso ospedale in cui 40 anni fa sono nata io..chissà che non mi porti bene! )
Dopo un po di attesa ,veniamo ricevuti da uno degli assistenti del primario che prepara la nostra cartella e ci prescrive le ulteriori indagini e esami da fare fra cui lo spermiogramma al mio socio e l’isterosalpingografia a me, esami che ci consigliano di fare nell’ospedale stesso. Il mio compagno fa subito le analisi e lo spermiogramma e la biologa lo promuove ad ” inseminator ” :). Io faccio nel frattempo tutti gli esami e visite per poter prenotare l’ isterosalpingografia.
E’ giugno 2015, arriva il momento di sottoporsi a questo esame che, a dirvi la verità, non è doloroso, ma piuttosto imbarazzante, non è simpatico rimanere a gambe larghe,mezza nuda per tutto quel tempo, soprattutto se la radiologa non ti mette a tuo agio..brutta esperienza, ripeto, non per l’esame in se stesso , ma per la poca umanità.
Finito l’esame aspetto con pazienza di avere l’esito, così passano i giorni e dopo una settimana la brutta notizia: tube chiuse..mi crolla il mondo addosso, non riesco a capire il perché possa essere successo proprio a me, non mi sentivo più donna, ero disperata e prossima alla depressione, per un po’ di tempo non riuscivo nemmeno ad avere rapporti col mio compagno, ma per fortuna lui è sempre pronto a prendermi fra le sue braccia e a dirmi: in qualche modo ce la faremo…
Prendo appuntamento per il secondo colloquio e dopo aver visto tutti gli esami, ci confermano la Fivet dicendoci che purtroppo le liste di attesa sono molto lunghe, andando bene se ne parla per fine 2016, perché purtroppo la regione non fornisce i fondi e il personale necessario per poter accorciare i tempi.
Così torniamo a casa piuttosto demoralizzati, contatto qualche centro privato per chiedere informazioni e tariffe e mi rendo conto che in questa regione la procreazione assistita è roba da ricchi.
Nel frattempo conosco un gruppo di donne fantastiche, guerriere, che non si arrendono mai di fronte alle avversità della vita, donne che farebbero miliardi di esami e controlli per poter vedere avverarsi il loro sogno. Da loro sto imparando molto, soprattutto a non arrendermi perché so che anche io, un giorno, terrò il mio angioletto fra le braccia e, se così non dovesse essere, almeno non avrò lasciato nulla di intentato.

Mamma, papà e voi 4

18489922516_5e7fc22ba8_zMi chiamo Elena ho 29 anni e cerco un bimbo da 4 anni.
Tutto iniziò nel 2011 quando insieme a mio marito decidemmo di sospendere la pillola anticoncezionale per far nascere dal nostro amore un pargoletto tutto nostro!
Io assumevo regolarmente la pillola, non come anticoncezionale ma come farmaco, per curare la mia endometriosi al 4°stadio.
Ebbene sì, sono una delle poche donne sfortunate ad avere qualcosa che mi cresce nella pancia senza volerlo.

I primi mesi di ricerca volano e all’inizio del 2012 sotto consiglio del mio ginecologo iniziamo ad affrontare il discorso PMA, il mio caso non mi permetteva di pensare ad una gravidanza spontanea, la medicina e la statistiche non erano dalla mia parte.

Spinti dal desiderio di diventare genitori io e mio marito iniziamo a fare da cavie ai medici e a sottoporci a innumerevoli analisi per poter entrare nel mondo della fecondazione.
I mesi passano e gli esami non sono mai abbastanza.
Durante questi mesi inizio a sentire i simpatici sintomi dell’endometriosi riapparire nel mio corpo, preoccupata mi rivolgo al mio medico, che mi conferma il mio dubbio.

Immaginate un palazzo che crolla sulle vostre spalle e potrete capire il peso che ho sentito quella sera.
La ricerca di un bimbo termina lì, era sconsigliato mettere a rischio il mio corpo. Mesi di indagini inutili e desiderio di diventare mamma volato via in 5 minuti.

Nel giugno 2013 mi sottopongo al mio secondo intervento, tutto va bene, torno a casa e affronto la convalescenza con l’amore della mia vita.
Nonostante le raccomandazioni dei medici a novembre 2012 iniziamo ad avere rapporti liberi ma, il ciclo torna sempre puntuale.

Il tempo e il mondo pma si avvicina, finalmente siamo pronti fisicamente e mentalmente ad un grande passo la FIVET.
Il 10 novembre mi trasferiscono 4 embrioni, i miei 4 pulcini.

Ero contentissima, finalmente il ciclo della vita era iniziato, sentivo una grande responsabilità verso quei 4 pulcini.
Mi sentivo già mamma, sapevo che era impossibile che tutti e 4 sarebbero arrivati alla meta ma, ingenuamente, ci credevo!

I 14 giorni successivi al trasfer sono stati i giorni più belli della mia vita, ancora oggi mi commuovo a pensarci.
Ogni mattina gli auguravo il buongiono, e affrontavamo la gionata insieme.
Il momento più tenero??? mio marito che mi accarezzava la pancia e sognava insieme a me.
Tutto procedeva secondo i piani sino al giono delle beta.
Una doccia fredda, un buco nero, un disastro, beta negative.

Il 24 novembre ho scoperto di avere 4 angeli nel cielo e 2 miomi nel ventre.

Ora sono passati 9 mesi dal mio transfer, non è andata bene ma sono sicura che il destino un giorno me li farà incontrare di nuovo.

Il desiderio di averti cresceva dentro di me già da piccola

3978538031_598064d8b7_zSiamo fidanzati da 5 anni è fra 2 settimane ci sposiamo!

All’età di 17 anni fui operata d’urgenza per una cisti all’ovaio e avevo avuto un cesareo dopo mesi. Già da prima il mio desiderio di maternità cresceva sempre più forte dentro di me!

Il mio compagno un giorno era convinto anche lui di creare questo nostro meraviglioso gioiello e quando abbiamo tentato ci mancava 4 mesi x 18 e ogni mese nulla: il ciclo arrivava sempre regolare!

Dopo 5 6 mesi di tentativi vado da un ginecologo. L’ecografia era tutto nella norma ma avevo la prolattina alta e mi faccio una cura di 5 mesi. Ma niente, il ciclo arrivava ugualmente anche se la prolattina era scesa a 0!

Dopo un paio di mesi mi operano di nuovo per un altra ciste all’ovaio, ma al secondo intervento avevo avuto la laparoscopia! Piangevo per tutti i problemi che avevo e per me era troppo difficile rimanere incinta!

Dopo 4 mesi dall’intervento faccio gli esami delle tube e credevo al 100% che erano chiuse, invece erano aperte, ma avevo la salpingite all’ovaio sinistro. Vado dal ginecologo mi dite una cura per 10 giorni, ma non era per la tuba.

Vado a ritirare la cartella clinica della laparoscopia. Quando ho letto, stava scritto “tube compromesse, aderenza”, mi si era scoppiato il cuore. L’ho portato a leggere a un altro medico e mi disse che dovevo fare la fecondazione assistita.

Mi era caduto il mondo addosso: perché così piccola l’età non riuscivo a concepire, proprio per colpa di questi problemi e perché proprio a me. Quindi ho fatto forza e dopo mesi ho cambiato ginecologo: uno specialista di sterilità è infertilità di coppia. Mi fa un tampone è uscì positivo, antibiogramma positivo: avevo un infezione! Abbiamo fatto una cura di 3 mesi consecutivi di antibiotici e dopo tutto ciò mi ha dato la possibilità di rimanere incinta naturale!

Ora dovrò fare il tampone a settembre,  ma dopo tutto ciò ci stiamo provando già da ora e dobbiamo solo sperare che la nostro meraviglioso fagiolino/a arriverà

Il mio piccolo grande miracolo

423744736_6eb5aeba08_bMarzo 2011: io, lui, insieme da una vita sposi da pochi mesi, iniziamo la ricerca di te.
Passano i mesi facciamo qualche visita e i primi esami, cambio 3 ginecologi pressapochisti e poco scrupolosi. Tutto bene, mi dicevano, lei è giovane, mi dicevano, non deve fissarsi, mi dicevano…anche con un progesterone a 8 e fase luteale di 10 giorni? Anche con un ureaplasma “curato” con un giorno di antibiotico? Anche se facendo l’esame delle tube sono stata tanto male da non riuscire a finire l’esame? No, mi dispiace io non ero convinta.

Passano così 18 mesi di pianti e paure, poi ci rivolgiamo in centro pma: finalmente un medico competente e umano! Nel giro di 6 mesi scopriamo che ho 2 cisti endometriosiche e una tuba forse chiusa. Faccio una laparoscopia e arriva la sentenza: endometriosi lieve,tube pervie ma schiacciate, possibilità di gravidanza naturale 3%. Mi mettono in lista per fivet.
Mi cade il mondo addosso: per me “nata mamma” è dura da digerire ma poi sono serena perché almeno so quale sarà la strada da seguire.
Arriva il momento della fivet ma per un mese tutto bloccato a causa del citomegalovirus: sconforto più totale….
Passano i mesi e finalmente iniziamo la stimolazione, arrivo al pick ma poi vado in iperstimolo con tanto di ricovero di 6 giorni in ospedale, transfer da fare 2 mesi più in là, ma i miei 3 embrioni non arrivano al congelamento quindi niente transfer, altra botta dura da superare.
Mi rialzo, faccio tutto il listone di alfemminile di testa mia scopro varie cosine e nel frattempo arriva la seconda fivet: niente iperstimolo, ma non si feconda nulla, cado nello sconforto, nella disperazione e nella paura più totale…raccolgo i cocci e vado avanti. Faccio isteroscopia e tolgo un setto uterino, nel frattempo mi metto a dieta per via dell’endo e senza glutine (vista la mia positività al test genetico) e faccio agupuntura. Ci siamo terzo tentativo, questa volta icsi: finalmente riesco a trasferire 2 embrioni, faccio tutte le terapie necessarie, controllo tutti i valori e passo il post-transfer in lieve iperstimolo e alla fine finisce con una biochimica….altra botta ma mi dico che almeno qualcosa si è mosso!

Decidiamo di provare a cambiare centro, decidiamo per l’Austria, prendo appuntamento per il 15 settembre e preparo tutti gli esami che servono, nel frattempo il ciclo mi viene regolare, ho però dei dolorini strani, poi un giorno non so perché faccio un test: POSITIVO! Piango shockata, non ci credo, non può essere vero!

Agosto 2015 io, lui e tu piccolo miracolo di 3,5 mm con cuoricino pulsante!
La pma ti cambia, ti insegna a vedere le cose in modo diverso ad assaporare attimo per attimo le piccole cose quotidiane ma anche ti segna, a fondo, perchè hai sempre paura che qualcosa possa andare storto e anche quando finalmente sei incinta non te la godi con la spensieratezza di chi non ci è passata perchè molto spesso, bisogna prendere mille pastiglie, bucarsi di eparina e prontogest e controllare mille valori, ma nonostante questo, come la pma ci ha insegnato, si stringono i denti e si va avanti!
Una donna pma lo sarà per sempre…

Stella e Sole

3492728122_1148a3a818_oStella e Sole si sono conosciuti 12 anni fa, nel 2003 ed è stato amore a prima vista. Dopo poco più di 2 anni si sono sposati e la famiglia era sempre stata un obiettivo importante, un sogno da realizzare…ma i tentativi per cercare un figlio iniziarono quasi 3 anni dopo il loro matrimonio, a luglio del 2008.
All’inizio si prova, si cerca di non pensarci e si aspetta…ma i mesi passavano e i cicli arrivavano sempre puntuali, portando tanta tristezza…

Stella cominciò a insistere con il ginecologo per effettuare qualche controllo ma lui era tranquillo, diceva che la ricerca media del primo figlio si aggira tra i 18 e i 24 mesi…Ma dopo più di un anno la situazione era davvero pesante e su insistenza di Stella il ginecologo prescrive un primo controllo da far fare a Sole,uno spermiogramma che si rivelò molto negativo: forme normali e vitali solo il 5%
Il primo passo fu di andare da un andrologo che, visitato Sole, disse che il problema era dato dal varicocele. L’ecodoppler confermò la diagnosi e l’operazione era l’unica soluzione. Messo in lista di attesa per l’intervento, Sole aspettò ben un anno ma nessuna chiamata dell’ospedale era arrivata così si rivolse ad una clinica privata ma convenzionata e a marzo 2011 finalmente fece l’intervento. Eliminato il varicocele sinistro, dopo 6 mesi lo spermiogramma era notevolmente migliorato, rientrando perfettamente nella norma..
L’umore e la felicità degli sposi aumentò e la caccia alla cicogna riprese.
Ma i mesi passavano e la cicogna non arrivava.

Cominciarono allora delle ulteriori analisi, stavolta su Stella, ma niente sembrava giustificare un’infertilità:analisi e isterosalpingografia andavano tutte bene. Così il ginecologo decise di prescrivere il clomid, un farmaco con funzione di stimolare leggermente le ovaie..e finalmente…
Finalmente i primi di agosto 2012 ci fu il primo ritardo e il test di gravidanza positivo..erano elettrizzati e felicissimi ma cercavano comunque di restare con i piedi per terra. I primi mesi sono i più delicati e Stella aveva dalla sua che sua mamma, e tutte le donne di quella famiglia, avevano perso il loro primo figlio. Purtroppo la felicità durò solo 20 giorni: anche Stella aveva perso il suo bambino. Purtroppo forse non si era mai formato…era un uovo bianco….ma la disperazione e il dolore erano stati fortissimi: dopo 4 anni di ricerca finalmente un positivo, ma una gioia troppo troppo breve.
Decisero quindi di cambiare specialista e con l’occasione di procedere con una laparoscopia per verificare bene lo stato di utero e tube . Dalla laparoscopia risultò che Stella aveva un setto all’utero: il suo utero non aveva una forma perfetta ma aveva una piccola “malformazione” interna che poteva procurare aborti. Non ci pensò due volte e si fece operare nuovamente per eliminare quel setto.
Ripresero i controlli e altri cicli di clomid e finalmente ecco arrivare a gennaio 2014 un altro positivo, proprio quando Stella e Sole, ormai sfiniti psicologicamente, avevano già effettuato il primo colloquio presso un centro PMA privato della zona. Sembrava che tutto questo non servisse più…ma non era così, purtroppo…Alla 10° settimana il cuoricino del piccolo smise di battere portando nuovamente Stella e Sole nello sconforto.
Ma avevano già iniziato una nuova strada..speravano di doverla abbandonare subito invece sembrava proprio che la PMA aspettasse anche loro.
Alcuni mesi dopo il raschiamento si rimisero in azione e fecero tutte le analisi necessarie per procedere con la fecondazione assistita. Dalle analisi comunque non sembrava esserci nessuna patologia o anomalia che precludesse un concepimento naturale, tranne una riserva ovarica scarsa per Stella: a soli 30 anni aveva tanti ovuli come una donna di 40. Ma a detta dei medici questo non era un vero problema, erano pur sempre ovuli di una donna di 30 anni, quindi ancora buoni, sebbene pochi…
Con tutte le analisi alla mano fu deciso il primo protocollo e il primo tentativo. Si procedeva con una IUI, al momento..la stimolazione effettuata con Gonal-f aveva fatto maturare in fretta 3 follicoli…36 ore dopo averli fatti scoppiare con Gonasi, Stella si presentò al centro dove le iniettarono direttamente dentro l’utero il liquido seminale di Sole, preventivamente lavorato. Ma non si arrivò neppure a misurare le beta al 14° giorno post fecondazione perché il ciclo arrivò prima.
A luglio 2014 procederono quindi con una terapia simile, solo dosaggio più forte e avrebbero praticato una ICSI. Il dosaggio più forte però non fece maturare molti più follicoli: al pick-up infatti ne prelevarono solo 4, e solo 2 riuscirono a essere fecondati. Due giorni dopo ne venne trasferito solo uno…l’unico sopravvissuto. Ma anche questa volta il ciclo arrivò prima ancora di fare il dosaggio delle beta, nonostante l’embrione fosse di classe B e Stella si riguardò moltissimo durante la cova.
Ma le procedure e i medici del centro non piacevano alla coppia: protocolli troppo standard e poca umanità fecero allontanare Stella e Sole dalla provincia per rivolgersi ad un altro Centro, e soprattutto ad un altro professionista.
Per procedere con un altro tentativo Stella dovette fare delle ulteriori analisi che rivelarono dei problemi di tiroide e fece delle cure con il Dhea per migliorare la riserva ovarica.
Procedettero con la nuova icsi a gennaio 2015. Cambiarono farmaco, utilizzando questa volta il Meropur. I follicoli prelevati al pick-up furono 9, di cui 6 idonei e fecondati 4. Tre giorni dopo il transfer fu di 2 embrioni, mentre altri 2 furono lasciati a maturare nella speranza, poi risultata vana, di portarli a blastocisti e congelarli.
Dopo 10 giorni però Stella notò delle piccole perdite…era convinta che il ciclo stesse nuovamente arrivando in anticipo e andò a fare il dosaggio delle beta per verificare effettivamente cosa stava succedendo, perché le speranze e le sensazioni su quel tentativo era molte alte e lei era sicura che sarebbe andata bene.
Le beta infatti erano positive, seppur basse..fece degli ulteriori prelievi nei giorni successivi e le beta crescevano bene…le perdite ogni tanto si manifestavano e il primo trimestre Stella e Sole vissero tra la gioia e la paura costante..ma adesso il loro bambino è già all’ottavo mese e Sole e Stella devono solo aspettare di darlo alla luce e poter stringere finalmente tra le braccia il piccolo grande miracolo che la PMA ha dato loro.